Italia, nel 2012 più di 1 milione i licenziati
9 aprile 2013 da Federico D
Colpa della crisi, di uno stato assente o più semplicemente di cattiva gestione poco importa. Il fatto essenziale è che il 2012 è stato un annus horribilis per il mondo del lavoro, con un dato impressionante per quel che riguarda i licenziamenti pari a 1.027.462, con un aumento del 13,9% rispetto al 2011.
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Quali sono i settori che hanno programmato assunzioni nel terzo trimestre di quest’anno? Un quesito difficile, soprattutto in tempi di crisi, al quale ha provato a dare una soluzione la ricerca della nota agenzia di servizi Manpower, con risultati decisamente poco incoraggianti in generale, anche se qualche prospettiva esiste.
Il mondo del lavoro accoglie sempre più 
Ormai è un ritornello, basato su dati certi: i giovani tra i 18 e i 35 faticano ad entrare nel mondo del lavoro e quando lo trovano sono anche le prime vittime di smobilitazioni e licenziamenti. Ma dallo scorso anno c’è una soluzione sana, intelligente e soprattutto socialmente utile per cambiare questa tendenza.
Dieci giorni, non uno in più. Sono quelli che il governo, per bocca del ministro Fornero, prevede per la riforma del lavoro in Italia, con o senza l’assenso dei
Lo ha ribadito ancora domenica sera Mario Monti a ‘Che tempo che fa’. Ora è tempo di liberalizzazioni e soprattutto di una
In un momento in cui tra i lavoratori aleggia il più cupo pessimismo, in cui nessuno più crede di poter migliorare le proprie condizioni occupazionali e l’incubo del licenziamento sembra sempre dietro l’angolo, viene pubblicato un libro su come ripartire da zero, o meglio ‘da te’. Non farsi trovare impreparati, far valere i propri diritti, mettersi in rete con altri, dar luce ai propri talenti, sono queste solo alcune delle proposte che la professionista nell’ambito delle risorse umane, Paola Pesatori, espone nella sua opera ‘
Maurizio Sacconi, attuale Ministro del
Il nostro governo si è messo duramente a lavoro, dopo le numerose sollecitazioni dell’Unione Europea è stato finalmente elaborato il piano che dovrà far tornare nella giusta rotta l’Italia: tutti in pensione ad almeno 67 anni nel 2026, sia uomini che donne, e licenziamenti più facili per le aziende in crisi economica. Questo è quanto contenuto nella lettera che Silvio Berlusconi ha recapitato in prima persona a Bruxelles, e che preannuncia i provvedimenti che saranno contenuti nella riforma del lavoro, da approvare entro Maggio 2012.